CALABRIA

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IMMAGINI DALLA SILA

sabato 27 dicembre 2014

NATALE,NOCCIOLE E TANTO ALTRO

Questo blog sta diventando un rifugio quasi segreto,per i momenti di nostalgia.E questo è il periodo più adatto..
Lontana dallo scintillio di alberi,addobbi cittadini e casalinghi,vado con la mente a ciò che era il Natale della mia infanzia..
Sono vissuta in una piccola frazione del mio paese fino all'età di otto anni.
Vita grama,anche per i tempi-dopoguerra-ma avevamo comunque l'indispensabile,e forse un po di più.
Natale iniziava con la festa dell'Immacolata.Il primo periodo era riservato alla preparazione degli ingredienti per i dolci tipici:i petrali.

Si tagliuzzavano i fichi secchi, a pezzettini il più possibile minuti.Aiutavamo tutti,attorno al fuoco.
Dopo i fichi,toccava alle mandorle: schiacciarle,mondarle dalla pellicina marrone,tostarle e tagliarle a pezzetti.Per ultimo le noci,stesso lavoro.Intanto ci si avvicinava alla festa e tutto doveva essere pronto.Si amalgamavano gli ingredienti,uniti a miele, uva passa, vino cotto, e si faceva andare questo impasto sul fuoco,fino a quando la consistenza morbida ed il profumo di cotto invadevano la cucina.Si riversava il tutto dentro capienti terrine e si copriva.
Poi si lavorava la pasta esterna,farina,uova zucchero,vermut,strutto,vaniglia e lievito.
La mamma con mani sapienti tirava una sfoglia sottile,ricavava tanti dischetti che riempivamo con l'impasto preparato prima.Per finire ci ricamavamo sopra dei fiorellini o ghirigori con sottili fili della stessa pasta ed ora i dolci erano pronti per il forno.
Non vedevamo l'ora di assaggiarli,ma solo un piccolo assaggio,prima della festa!
Per la vigilia un gran da fare,fin dal mattino presto.A pranzo zuppa di ceci al prezzemolo.ma intanto si faceva lievitare la pasta per le zeppole,squisite e croccanti,con pezzetti di acciughe dissalate,che esaltavano il sapore,ed invitavano a bere qualche bicchiere in più.
Mamma preparava anche dei ravioli con purea di patate dolci , miele e cacao,quando c'era.Li preparava anche con la purea di ceci,aromatizzata con chiodi di garofano e cannella. Piacevano a mio padre.
C'erano poi le Nacatule: con pasta più dura si creavano dei cordoncini che venivano avvolti,con movimenti rapidi attorno ad un bastoncino o canna sottile:Sfilati dal loro supporto e fritti avevano la forma di una culla,la 'naca',e ricordavano la natività.

Il cenone era a base di stoccafisso o baccalà cotto in umido,assieme al cavolfiore bianco come condimento per gli spaghetti.

A parte si preparava anche il pesce fritto.Melograni,qualche grappolo d'uva conservata,fichi d'india 'natalini',frutta secca, zeppole e petrali chiudevano la cena.
Non facevamo il presepe e neanche l'albero.
Per il giorno di Natale eravamo tutti a casa dei nonni.Una famiglia numerosa:otto figli ,due soli sposati,anche loro con una nutrita nidiata di figli.E noi bambini avevamo un gran da fare per lasciare le letterine sotto i piatti,di nascosto.Ed era festa grande,perché arrivavano regali,dolci e coccole.
La nonna,molto religiosa preparava a suo modo,il presepe,con le immaginette e qualche lumino.
Il capodanno non era importante per noi,aspettavamo solo la befana,con l'immancabile carbone,dolce, e qualche leccornia,spesso un po di frutta secca,qualche mandarino.
Il primo presepe,una volta arrivata in paese,ma per me era una città,l'ho preparato fabbricandomi i pastori con la creta.Obbligavo i miei fratelli ad impastare la creta,io creavo,e ...mamma doveva pulire.poi in giro per il muschio,il cielo era di carta da zucchero,quella blu usata anche per avvolgere la pasta sfusa,le montagne con carta dei sacchi di cemento ed un po di sabbia per mimetizzare i torrenti.
A pensarci adesso,viene quasi da sorridere,ma allora era una cosa seria e facevamo tutto con grande impegno.



7 commenti:

  1. Cara Chicchina, ho letto assaporando sia la lettura e le cose buone che hai cosi bene descritte, ritrovando un po' anche della mia infanzia.

    In questi giorni, il forno di campagna nel cortile di mia nonna materna c'era un gran da fare, s'infornava e si sfornava continuamente dolci e tarallini, noi piccoli giravamo continuamente intorno al forno di campagna con la speranza di avere un piccolo dolcetto.

    Ricordo, che tutte le donne erano felici e lavorano con gioia, avvolte negli scialli che toglievano quando stavano vicino al forno, per rimetterlo quando si allontanavano.

    La mia nonna preparava gli spaghetti alla vigilia con le acciughe e pinoli. Per secodo il baccalà lesso e fritto, le zeppole con acciughe dissalate e spinate, zeppole che ancora faccio io e piacciono a tutti.
    Le preparo di prima mattina. alla vigilia di Natale.
    Il pranzo di Natale, schiaffoni con il ragù, il 26 mia madre preparava tagliolini a brodo e a tavola venivano messi tutti i pochi avanzi.

    Mio nonno per tutto il periodo natalizio preparava i fichi secchi imbottiti con noci e mandorle per i nipotini, solo che mentre li preparava facevamo a gara a chi se ne mangiava di più e il nonno si arrabbiava, ma noi continuavamo ma mi sa che la sua arrabbiatura era finta, perchè quando ci allontanavamo ci chiamava.

    I zampognari che alla vigilia venivano da nonna e suonavano..Tu scendi dalle stelle.. vicino al bambinello che stava sotto una campana di vetro, che nonna aveva sul comò.

    Con i miei fratelli e cugini nell'attesa della mezzanotte giocavamo a nocelline.

    Grazie di questo bellissimo post che mi ha riportato indietro di una vita.
    Infanzie vissute nella semplicità e forse dobbiamo tanto a quell'antica semplicità, che ripeto..forse.. è stato il seme più importante che la vita ha donato al nostro cuore.

    Buon anno a te e famiglia e speriamo che questo 2015, sia per tutti un anno buono, in tutti i sensi.

    Ti abbraccio!

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  2. Rosi carissima,grazie davvero di cuore per questo commento che è già un bellissimo post, di suo.
    E penso che lo inserirò fra i post che qui ogni tanto ospito,sempre che ti faccia piacere.Ho trascurato questo angolo,dei ricordi,ma è tempo di aprire un po le finestre e pensare a rinvigorirlo,i ricordi non mancano...
    tante tradizioni sono nostre,del nostro sud, e rispecchiano il nostro modo dio vivere e convivere con scarsità di mezzi e ricchezza di idee e fantasia.
    Ricordo che mia mamma non ci faceva assaggiare le zeppole,se prima non aveva finito di friggerle tutte:diceva che altrimenti l'olio 'sfumava',si asciugava.
    Con questa scusa otteneva che non stessimo troppo vicini al fuoco perchè con l'olio bollente non c'era da scherzare,ma anche a non farci 'abbuffare' anzitempo,perchè si sa che quando si comincia,una tira l'altra...
    Un carissimo abbraccio,e un sincero augurio perché il nuovo anno sia più clemente e ci regali qualche giorno di serenità in più.Gli auguri vanno per tutta la tua bella famiglia.

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  3. Chicchina, ne sarò onorata che inserisci il mio commento nel tuo post.
    Un abbraccione grande? Ciao!

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    1. Lo farà con molto piacere,Rosy,perché è già un post e i ricordi meritano di essere conservati,è il nostro piccolo bagaglio da lasciare a chi avrà voglia di leggere,per conoscere.Ti abbraccio ancora.

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  4. Quanti ricordi elabora la mia mente, forse ancora troppo bambina per apprezzarli, ma li ho tutti davanti , anche da" grande " fino a poco tempo fa, gli odori i sapori gli aromi la festa...
    Che peccato tutto finito in una bolla di sapone...
    Ti stringo forte!

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    1. Niente di ciò che è stato va perduto,Nella cara.i ricordi sono ben nascosti dentro di noi,emergono con forza ad ogni piccolo richiamo,basta un profumo,una frase,una sensazione.
      Anche quello che abbiamo perduto,per sempre,rimane comunque dentro di noi,riemergerà,ricordo struggente,bruciante,ma ci farà comunque compagnia.Ti voglio bene ,mia cara amica.

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    2. Anch'io adorabile Chicchina...

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