martedì 8 settembre 2020

OTTO SETTEMBRE 1943

 La mia piccola storia,per ricordare.

Ero troppo giovane per ricordare bene i fatti e le emozioni di quella giornata.
La Calabria era un po defilata dagli scenari della guerra:noi la sentivamo per le privazioni,la miseria,le notizie di morte di soldati,figli di questa terra,chiamati a difendere la patria,ma da chi?,in terre lontane.
Dopo lo sbarco,avvenuto in Calabria a pochi chilometri dal mio paese,qualcosa di più si percepiva.
Io ricordo il rombo degli aerei che ci passavano sulla testa,per andare a bombardare qualche posto vicino,eravamo in campagna,fra uliveti e giardini di aranci e bergamotto,tanti gli sfollati dal vicino paese,anche per la probabilità di trovare comunque qualcosa da mangiare,e c'era quasi aria di scampagnata,qualche volta.
Molto più lontano da questo angolo di mondo,il mio mondo,un ragazzo non ancora ventenne,che il fanatismo di regime aveva spinto ad arruolarsi volontario falsificando anche i documenti,ha saputo dell'armistizio con molta confusione,assieme agli altri commilitoni.
Erano in caserma,a Forlì,quando i loro superiori comunicarono che tutto era finito,facessero ciò che credevano.
Hanno tentato di chiedere,ma i superiori si erano già dileguati. Un pugno di ragazzi,senza guida,qualcuno più grande di loro che cercava di organizzare e consigliare.
IL giovane soldato aveva dei riferimenti,amici di famiglia che abitavano da quelle parti e così aveva deciso di arrivarci in qualche modo,rifiutando l'invito di altri suoi compagni ,originari di paesi vicini al suo,di unirsi all'avventura del ritorno a casa.
Ma chiese loro,quando fossero arrivati,di far sapere ala sua famiglia che lui cercava di andare dai Tedeschi. Era il cognome della famiglia amica ma i compagni fraintesero e lo considerarono un codardo e traditore dando la notizia,all'arrivo.
Per l'imponderabilità del caso,tutto andò diversamente,anche il nostro soldatino si unì in seguito ad altri sbandati per un viaggio di avvicinamento a casa. Sarebbero passati dei mesi,prima che tutti arrivassero a destinazione.
Mentre loro scendevano per la penisola,gli alleati salivano e spesso si trovavano fra i tedeschi in ritirata,e gli alleati che avanzavano. Hanno assistito in febbraio al bombardamento di Cassino,nascosti in rifuggi di fortuna,e muovendosi di notte,cercavano di proseguire verso sud,mentre alla luce del giorno si accorgevano spesso di essere ancora al punto di partenza.

Finalmente una notte attraversarono il Garigliano con una barca sgangherata, avvicinandosi,così credevano,a casa.
I compagni di viaggio diminuivano man mano che qualcuno arrivava a destinazione.
Spesso chi era già arrivato offriva qualche giorno di ospitalità e cibo a chi doveva ancora proseguire.
Arrivarono in marzo a Napoli già liberata ma anche occupata dagli alleati,in tempo per essere testimoni dell'ultima seria eruzione del Vesuvio.

Il gruppetto di tre o quattro ragazzi,ha cercato di dare una mano,facendo da interpreti fra gli americani ed i locali,con le poche risorse a disposizione e qualche parola di inglese,retaggio di ricordi scolastici.
Si sentivano quasi a casa,ma la strada era ancora lunga..
Hanno sperimentato la paura, la diffidenza, la cattiveria, ma anche la disponibilità, la benevolenza, l'accoglienza in un mondo che sembrava aver perso la bussola.
Il giovane soldato arrivò a casa in aprile,per Pasqua ,quando nessuno lo aspettava più.
Senza notizie,avevano creduto davvero che fosse rimasto con i tedeschi,in ritirata e finito chissà dove.
Una storia dove la fantasia del narratore qualche volta era chiamata in aiuto per mascherare una realtà ancora più cruda.
Chissà dove saranno gli altri compagni di viaggio...
Ormai un solo testimone muto,preziosissimo compagno di viaggio è rimasto a ricordo del giovane ed incosciente soldatino e della sua storia o avventura:
due vecchi volumi con “ le novelle per un anno”di Pirandello,che forse hanno aiutato il protagonista a comprendere e superare le stranezze della vita.



sabato 21 dicembre 2019

SEMPLICEMENTE AUGURI!



Nell'intimità e il calore di un caminetto acceso,lascio qui  i miei AUGURI
Per ogni pensiero che scalda il vostro cuore
Per ogni desiderio formulato in segreto e affidato alla stella che illumina la grotta di 'colui che deve venire'
Per ogni persona che vorreste avere vicina,stringere in un abbraccio
per ogni mano che vorresti stringere in un gesto di amore e di riconoscimento dell'altro,chiunque sia,da ovunque provenga
Per tutto questo,possa il Natale essere generoso di doni speciali,di desideri appagati,di serena gioia.


                                             BUON NATALE

domenica 6 gennaio 2019

ANNIVERSARI DA RICORDARE..

5 GENNAIO 1948:
Peppino Impastato nasce a Cinisi,da una famiglia mafiosa alla quale si ribella.Il padre lo allontana dalla famiglia,lui continua  la sua ribellione  e la sua  lotta senza riserve alla mafia.
Lo fa con associazioni culturali ma meglio  da Radio Aut,che serve per denunciare pubblicamente personaggi mafiosi noti del paese.
Ci vuole coraggio,forse anche un po di incoscienza.Incoscienza che lo porta ad essere  ucciso proprio da quei personaggi che lui ha combattuto .Muore a soli trent'anni,il 9 maggio 1978,proprio mentre si consuma,lontano dall'isola ,l'omicidio di Aldo moro.
5 GENNAIO 1984:
muore a Catania Pippo Fava.Scrittore giornalista scomodo,più volte minacciato,verrà barbaramente ucciso in una fredda sera d'inverno,davanti al Teatro Stabile di Catania,mentre andava a prendere la nipote che recitava in Pensaci Giacomino-Pirandllo.
6 GENNAIO 1980:
viene ucciso a Palermo il presidente della Regione Siciliana ,Piersanti Mattarella.Voleva il cambiamento,voleva liberare la sua terra dalla piaga della mafia,tumore che tutto fagocita,tutto distrugge..
E' una coincidenza di date,di mesi,ma la fila dei morti per mafia,non più quella delle oleografie con la coppola storta e la lupara,anzi sempre più spesso,con colletti bianchi,cravatte e posti di poteri dello Stato .
Siamo una Regione con tanta storia,tanta bellezza,tante risorse,ma abbiamo ancora bisogno di eroi,per tentare una via d'uscita?Una strada di libertà,di presa di coscienza civile?
Ci vivo,ormai da quasi 50 anni,ho visto cambiamenti,certo,ma non quanti servirebbero per poter girare pagina,dare una decisiva svolta a questa terra,alla sua gente.

mercoledì 21 novembre 2018

DOVE FINISCE LA NOTTE...

SORELLA LUNA,FRATELLO SOLE

Vesti la notte,con vanità di stelle,
attraversi le strade del tempo
complice il silenzio profondo
che accoglie sospiri di amanti
e timide risate
che svaniranno all'alba.










dal web





E mentre tutto scorre
il sole antagonista
ferisce con lame di luce
il velo che avvolge ogni cosa
e lo rammenda con nuvole d'oro.







su concessione di un'amica





E sonnacchiosi mattini 
aprono porte e finestre
a un'umanità in cammino
verso nuove promesse.

sabato 14 gennaio 2017

NEVE

La neve in Sicilia non è fatto eccezionale.L'Etna è innevato per tantissimi mesi l'anno e spesso regala spettacoli mozzafiato quando il vulcano fa sfrigolare la neve con le sue colate di fuoco.Ma la nevicata di qualche giorno fa,anzi ,nella notte della Befana,è stata spettacolare.Non se ne  vedeva una simile da quasi 50 anni. Ha nevicato per due notti e due giorni,e alla fine la neve copriva la spiaggia,i tetti delle case sul mare,le  piante sui balconi,oltre alle colline che fanno da corona al mio skyline quotidiano,ai piedi della montagna,l'Etna.Vedere dalla finestra Taormina,col monte Tauro e Castelmola che la sovrastano,coperti di neve è spettacolo.Ho potuto fare qualche foto,sempre da dietro i vetri,l'influenza ed il vento polare non consigliavano neanche uno spiraglio all'esterno.
A nevicata finita anche le montagne della Calabria che in condizioni di luce ottimali sembra quasi di toccare,mi sono apparse abbondantemente imbiancate:un lungo serpentone candido dallo stretto fino all'ultimo orizzonte visibile,sopra capo Spartivento,comprese le montagne di Gambarie.
E con la mente vado ad un'ultima nevicata vista a Milano,dove ero tornata per stare qualche giorno con la mamma,gravemente ammalata.10 Dicembre 2008.

FIOCCHI DI NEVE
Vi ho viste volteggiare
Lievi farfalle di neve
ai raggi di un lampione
e sciogliervi al calore
della sua incandescenza.
Vi ho viste,incoscienti funamboli
danzare leggere sui fili
tesi della corrente
per poi posarvi, leggiadre,
e crescere fino a formare
strane corsie bianche
per i folletti notturni.
E ballerine acrobate,
posarvi sugli aghi dei pini
e ai bordi di tremule foglie
e addormentarvi ,stanche,
in precario e instabile equilibrio.
Ma la notte non vede
Questi giochi innocenti
Ed ammassa e livella
La candida,soffice neve
Su tetti prati e cortili
E’ così che ho trovato al risveglio
Un mondo candido e freddo
Da ammirare,attraverso
Spessi vetri,protetta
Dal dolce tepore di casa.


                 Qualche foto dell'evento -6/7 gennaio 2016
.



                   
                             Sul balcone di casa..


                                              Le gigas -stelle di neve           


                                             brrr che freddo...

                                                   
                                          
                                               Le mie colline innevate



                                         Taormina fra cielo e mare

                                         
                                         La piazza a Taormina    (dal Web)

giovedì 18 febbraio 2016

19 FEBBRAIO 200....

UN GIORNO,UN ANNO,UN TEMPO

ALLUCINAZONI DI TEMPO
QUELLE CHE CI INVENTIAMO
PER TRATTENERE I GIORNI
ENTRO TRANSENNE DI ORE
E GABBIE DI MESI E DI ANNI.
ERA IERI E TU C'ERI.
IERI...OGGI...DOPO...
SOLO PERLE DI ATTIMI
CHE ROTOLANO FRA CIELO E TERRA.
NELLA LORO POLVERE
DOMANI CERCHERO'
IL SUONO DELLA TUA VOCE
LE TUE MANI I TUOI OCCHI.
SEI PASSATO,FU UN ATTIMO,
ATTRAVERSANDO IL TEMPO,
TEMPO CHE RESTA, ETERNO.



Foto dal webb

sabato 9 gennaio 2016

LA CALABRIA IN VERSI



La Calabria non è abituata ai primati,se non in qualche stereotipo negativo,da sempre.
Non è avvezza alle coccole,agli sguardi benevoli,dovuti agli ultimi,caso mai solo ruvide e melense promesse,morte già prima di essere pronunciate.
E' parca di parole,la fatica di vivere ha prosciugato le bocche,che si abituano a restare chiuse,sigillate,anche quando l'urlo dell'impotenza , della rabbia,della vergogna lacera le visceri e strozza la gola.
Ma è terra generosa,di uomini e di bellezza.
Basterebbe che gli uomini imparassero a conoscere meglio le cose che possiedono per usarle come chiavistelli per aprire porte nuove,usassero ingegno e generosità per offrire e non la furbizia per offrirsi,in cambio di favori e piccoli intrallazzi.
Ha avuto ed ha uomini di valore e d'ingegno,spesso sparsi per il mondo a dare il loro contributo di sapere, di scoperte,di creatività.
Faccio queste considerazioni dopo aver letto alcune bellissime poesie di un non molto ricordato poeta calabrese,Franco Costabile (Sanbiase 1924-Roma 1965).
La sua poesia, dettata da amore-odio per la sua terra ,sembra ancora attuale,perchè poche cose sono cambiate dagli anni delle sue denunce,con i suoi versi taglienti e amari.

Ma questa ,pur nella sua cruda realtà,è quasi un canto d'amore.

Sonno di garofani -
L'acqua 
del paese 
ancora scorre 
senza tubature, 
ne s'alzano antenne 
architetture 
di pulegge e gru 
perché gli uccelli 
possano sbagliare. 

















C'è pace 
vita chiara 
di donne di bambini 
di carri tirati dai buoi 
e a sera, quando ai balconi 
c'è un sonno di garofani, 
due stelle bizantine 
s'affittano una stanza 
nel cielo della piazza.


Le foto riportate sono prese dal Webb.