Di certo meno complicate.
Non c'erano le lavatrici,non c'erano detersivi,smacchiatori candeggianti,ma il bucato che io ricordo era comunque candido,sapeva di sole e di nepetella.
In casa di mia nonna c'erano otto figli,sette fratelli ed una sorella.
Il bucato era compito della sorella,mia zia. E con una famiglia di dieci persone non era cosa da poco. Io le giravo sempre intorno,curiosa ,con la scusa di rendermi utile in qualche modo.
I panni si lavavano in una roggia di acqua corrente che serviva pure per irrigare i giardini .
Si insaponavano, sapone fatto in casa, per un primo lavaggio.
Si reinsaponavano e si raccoglievano in mastelli di legno ,prima di preparare il bucato vero:

Si appoggiava un grande cesto di canna, intrecciata assieme a verghe di ulivo,su un supporto di mattoni o pietre, perchè non fosse a contatto con la terra.
All'interno si distribuivano i panni insaponati,a strati e in buon ordine.
Per ultimo si stendeva un panno dalla trama sottile e si richiudevano i bordi:come per una gigantesca crostata!
A parte si faceva bollire abbondante acqua dove si scioglieva della cenere .Allora il pane si faceva in casa e la legna usata per il forno dava carbonella e cenere,niente andava sprecato!
Intanto si raccoglievano in giro dei rami di nepetella che venivano appoggiati sopra il telo di copertura.

-------cliccare per ingrandire---
Portata l'acqua con la cenere a ebollizione, in piccole dosi si versava sulla biancheria ,si andava avanti fino a d esaurimento del liquido,che intanto incominciava a filtrare attraversando i panni.
Si lasciava riposare il bucato fino al giorno dopo quando veniva risciacquato e steso al sole.
Rivivo ancora la sensazione delle lenzuola, le tovaglie candide ,stirate e pronte per gli armadi,e il profumo fresco ed intenso della nepetella che assieme all'acqua aveva attraversato le trame del tessuto,depositandosi fra le fibre di lino e di cotone.
è la prima volta che entro nel tuo blog cara chicchina, la tua visita al mio blog
RispondiEliminatomaso-passatoepresente mi ha fatto contento e subito ho voluto conoscere il tuo interessante blog, credo che ci passerò ancora per lasciarti un mio saluto.
Un abbraccio forte,
Tomaso
Cara Chicchina attraverso le tue parole sento il profumo dell'antico bucato, mi hai riportato indietro di anni.
RispondiEliminaBello questo angolo mi piace, avevo dato uno sguardo ai nuovi modelli di blogger e questo mi era piaciuto più di tutti, è stato una bella sorpresa trovalo qui.
Auguro a questo tuo nuovo "abbaino" tanta luce e compagnia, io ci sarò sempre.
Un bacione e mi aspetto da te tante cose belle, com'è nel tuo stile, il tuo garbo, la tua gentilezza, la tua sensibilità sono dei beni preziosi per chi ha la fortuna di incontrarti.
Abbraccione.e buon cammino al blog del "libero scambio"
Che ricordi meravigliosi cara Chicchina queste cose le ho vissute mi ricordo che vicino dove abitavamo cera un ruscello il ritrovo di tante massaie che facevano il bucato, in una piccola area c'èra delle pietre ammucchiate ha forma di ferro di cavallo dove facevano il fuoco per la lessiva, quanto cenere ho visto su quelle grandi pentole, io da ragazzo ero il fuochista...
RispondiEliminatempi ora l'ontani ma tu me li hai riportati.
Grazie cara amica, ti lascio un forte abbraccio,
Tomaso
Io penso che di un periodo come quello, privo di alta tecnologia ma pieno di grandi fatiche e sacrifici, bisognerebbe recuperare (pur senza idealizzare il periodo in questione) il senso di semplicità che lo caratterizzava.
RispondiEliminaEd anche la realtà dell'unione tra le persone.
Ciao.
Ciao Chicchina!!!
RispondiEliminaChe bello leggere questo post!!! Mi pare di essere tornata bambina. Anche qua da noi si faceva il bucato col ranno (acqua e cenere)
Il metodo era uguale al vostro, ma la mia nonna aveva un enorme concone di terracotta, con un buchetto alla base. Metteva i panni a strati e tra uno strato e l'altro (altra differenza) foglie di alloro, poi il panno finale di cotone tessuto a maglie strette, sopra a quello l'acqua bollente con la cenere.
L'acqua scendeva lentamente e fuoriusciva dal buchetto che era alla base della conca.
Non veniva gettata neppure quella, ma raccolta per poi pulire gli stracci che erano usati per pulire i pavimenti.
I panni venivano poi risciacquati al canale (quello dove io vado a volte...al mio "pensatoio") e distesi sopra i prati......Che profumo, Chicchina!!! Un profumo che non dimenticherò mai, perchè tante cose si possono dimenticare...ma i profumi no!! Quelli rimangono per sempre nelle nostre narici.
Oddioooooooo quanto ho parlato!!!
Ciao carissima, spero tutto bene.
Un baciotto caloroso...diciamo quasi afoso!!!
Bruna
Salire in soffita è faticoso?
RispondiEliminaScherzo
Non vedo il mio commento o forse non ti è arrivato?
Bacione
Chiedo scusa per non aver risposto :il blog è ancora in rodaggio e non riuscivo ad aprire i commenti.Rispondo adesso e spero di risolvere il piccolo-ma per me sempre grande-problema tecnico.
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaTomaso,mi fa piacere leggerti anche qui e se ho comunicato anche una piccola emozione o rinverdito qualche piacevole ricordo,ne sono felice:è questro per me il senso della condivisione.Ti aspetto sempre con piacere-Ciao
RispondiEliminaSi sta bene in soffitta,o in un abbaino,se si è in buona compagnia e spero che sarete in tanti a opassare,per una chiacchierata,fra amici.Cercherò di migliorare il blog con qualche sorpresa che pian piano prenderà forma,mi serve un po di tempo.
RispondiEliminaTi abbraccio,felice di aver suscitato qualche piacevole ricordo.
Riccardo,un grazie anche a te
RispondiEliminaTante parole,le mie per esprimere le stesse cose che tu riesci così bene a sintetizzare.Recuperare la memoria,senza idealizzare,vedere le cose nella giusta prospettiva,ma vederle.
Ciao Ric.
Hai fatto bene,Bruna,a descrivere anche i tuoi ricordi,è il senzo dello scambio,perchè sono convinta che molte cose,molte usanze uniscono in una rete fittissima paesi anche lontani geograficamente.I profumi,hai ragione,non si dimenticano,come pure certe sensazioni,labili ed evanescenti,ma che tornano,appena sfiorate.E' la nostra lampada magica!
RispondiEliminaQui da due giorni abbiamo un tempo più clemente,una bella brezza che ci fa respirare.
Un bacione,e quando sei nel tuo pensatoio,pensa pure un poco a Chicchina-Vittoria,
Post molto interessanre ed istruttivo,grazie
RispondiEliminaGrazie a te,Elettra,per aver lasciato il commento.Sono passata da te e spero ci incontreremo ancora.
RispondiEliminaCiao
Ciao Chicchina ma ho capito bene?Hai studiato nella mia città ed ora ti trovi al di la dello stretto?
RispondiEliminaProprio così,Elettra.E' stata una bellissima sorpresa averti incontrata,perchè da quanto ho letto su i tuoi post,hai interessi molteplici e credo che potremo frequentarci ancora.
RispondiEliminaHo studiato al "Piria"e spesso qualcuno dei più incoscienti scappava e subito sulla via marina per cornetti o panini che ci passavano dalle finestre.Altri tempi.Ho in serbo qualche sorpresa che comunicherò anche a te,spero ti faccia piacere.Ciao
Ciao Chicchina come stai? Immagino che come me sei al caldo!!!!!E' da una settimana che i canadair fanno spola tra le acque dello stretto e la campagna reggina per via degli incendi molto frequenti in questo periodo.Non si respira.
RispondiEliminaTi saluto caramente Elettra
Sto al caldo,molto caldo..Siamo nella zona parco dell'etna gli incendi ora sono rari per l'attento controllo.
RispondiEliminaSono passata da Reggio-lungomare da sogno...qualche giorno fa,solo una puntatina al paesello.Conto di ritornarci a settembre.
Un saluto anche da parte mia.
Ciao Chicchina, passo per un saluto. Tutto bene?
RispondiEliminaOggi ho riletto il tuo post e voglio aggiungere che mi ha ricordato quando, da bambino, trascorrevo (con la famiglia) parte delle vacanze estive in un ex-villaggio minerario in cui mancavano l'acqua corrente, che si prendeva direttamente dal pozzo e l'energia elettrica. Usavamo le lampade ad acetilene...
Quanti ricordi!
Molto simili, in un certo senso, a quanto hai scritto nel post.
Un caro saluto!
Riccardo,credo che molte cose,molte abitudini fossero comuni e diffusi un po dappertutto,nell'Italia che usciva da una,anzi da due guerre e dove il bisogno di soprevvivenza faceva aguzzare l'ingegno,come si suol dire.Lo stesso discorso che si faceva,da te sul riciclo,che allora era riutilizzo.
RispondiEliminaCredom di avere qualche anno in più di te e quindi i miei ricordi sono un po più datati...
Un saluto cordiale.
ciao Chicchina come stai?Mi auguro bene,ti giunga un mio abbraccio e tanti cari saluti
RispondiEliminaCiao Chicchina è tanto che non ho notizie ,va tutto bene?
RispondiEliminaCiao,Elettra,tutto bene,solo ho avuto qualche contrattempo familiare.spero adesso di proseguire con maggiore tranquillità.Passerò per un saluto.Sono appena adesso tornata a casa.Un saluto cordialissimo
RispondiEliminaCiao chicchina sono capitata qui mentre ero in rete alla disperata ricerca di un libro che proprio tu stai leggendo: Treni di Ettore Mo. Dovrei fare una sorpresa ad un amico che lo sta cercando da tempo, ma il libro è introvabile. Come hai fatto a reperirlo???
RispondiEliminaCiao,non so come raggiungerti,perchè -anonimo-Suppongo sia una distrazione-
RispondiEliminaSe ho una possibilità di contattarti9 ti posso dare le notizie richieste.Ciao.
Ciao Chicchina sono proprio contenta che sei passata a trovarmi,come stai? E' tanto tempo che non ci scambiamo notizie,io sto bene ,non vedo l'ora che arrivi mia sorella per poterci mettere in cucina e preparare i nostri piatti tradizionali per Natale,un grosso abbraccio Elettra
RispondiEliminaElettra,mi sono assentata parecchi,ma va tutto bene,grazie.Vi immagino,le cuoche sapienti,in cucina.Mi verrebbe voglia di autoinvitarmi. Un abbraccio
RispondiEliminaCiao Chicchina, passo per salutarti e rinnovare anche da te i miei auguri di buon Natale e felice anno nuovo.
RispondiEliminaSpero che l'anno nuovo ti porti tutta la felicità che meriti, che meriti tu e che meritano anche tutti i tuoi cari.
Leggo con piacere che va tutto bene e spero che appena ne avrai voglia, ci regali qualche altro post, uno di quelli così interessanti e stimolanti come quelli che nascono dalla tua penna... o dal tuo mouse.
Auguroni!
Riccardo,sono stata latitante,da questo blog,ma ci ritornerò,con qualche novità.ti ringrazio per il commento e per gli auguri.C'è tanto bisogno di sperare in qualcosa di buono,anche se lamentarci è un po lo sport nazionale e anche mio.A presto.
RispondiEliminafaccio gli auguri per un Natale colmo di tanta pace e felicità
RispondiEliminaTi auguro 12 mesi di felicità, serenità 52 fine settimana, 365 giorni d'amore, 8.760 ore di pace 525600 mila minuti di successo, 31.536 mila secondi di amicizia
RispondiEliminaElettra,ricambio tutti,i tuoi auguri,che sia anche per te un anno ricco di soddisfazioni personali e professionali,che porti gioia serenità ed armonia.
RispondiEliminaAvrei tanto da raccontarti,ma lasciamo passare questi giorni di festa e ci sentiremo ancora,e con piacere,sempre.
Ciao,a presto risentirci.
chicchina,
RispondiEliminaHo visto in televisione l'Etna e volevo chiedere se si sta bene.
Spero che tutto vada bene per voi e la vostra famiglia.
Ciao
Magda from Greece
Ciao,Magda,va tutto bene,grazie,l'Etna non porta quasi mai disastri,solo un po di paura e qualche inconveniente per il volo aereo o la sabbia,quando c'è.
RispondiEliminaIo ero ammalata e non ho potuto fotografare lo spettacolo,ma su internet trovi molti film su queswta eruzione.Un caro saluto.
Bello! Mi hai fatto sentire gli odori; quello della lisciva, quello del bucato, quello del tempo.
RispondiEliminaGrazie Silas, è proprio gli odori del tempo che vado cercando,quasi potessi imprigionarli ed usarli...in caso di necessitè.Ciao
RispondiEliminaChe aria stupenda in questo Tuo post. Mi è tornata una grande nostalgia dei tempi in cui andavo in vacanze da mia nonna.
RispondiEliminaHa ragione Bruna nel dire che gli odori restano dentro di Noi e leggendoTi li ho sentiti tutti...Forse le Nostre nonne, le nostre madri e zie svolgevano lavori pesanti, ma di sicuro avevano la mente libera per vivere la gioia dello stare insieme. Qualunque lavoro svolgessero aveva in sè il clima della festività, e quel clima me lo porto ancora dentro .
Buon fine settimana Chicchina
Grazie,che piacere le tue parole.Mi hai promesso un contributo,e ci conto.credo che tutti abbiamo qualcosa da raccontare,e oltre tutto in molti racconti l'Italia è veramente unita:quando parliamo del nostro "ieri" l'Italia era unita dalle necessità e dalla solidarietà,forse più di oggui.Ciao ed a presto
RispondiEliminacara Chicchina, ho ritrovato questo post che avevo già letto qualche giorno fa con grande godimento: una gioia per tutti gli umani sensi e per il cuore.
RispondiEliminaIo mi ricordo quando accompagnavo mia mamma a fare il sapone di casa: un grande calderone sul fuoco di legna ad un angolo di strada, dove un miscuglio infernale di olio usato(raccoglievamo quello di cucina) e soda caustica (che andavamo a comprare da "Gramigna") ad un tratto, magicamente si trasformava in un composto dalle venature grigiorosate. Questo composto a mano a mano che si rassodava si solidificava e mia mamma lo tagliava a grossi pezzi come fosse burro.
Sono anni che medito segretamente di provarci anch'io, ma queste immagini sono tutto ciò che so sul procedimento.
Chissà...
ciao e a presto Nina
I ricordin corrono ..in rete! Il sapone fatto in casa! e il mistero che ciercondava tutta l'opera:non potevamo avvicinarci perchèera pericoloso,quando,ancora morbido ed invitante volevamo affontarci le mani,guai,non si toccava.E poi il miracolo:da un intruglio nascevano le forme bianche,o grigiastre,profumate e ricca promessa per bucati cadidi e freschi!Basta che iumposti:saponi fatti a mano e in rete trovi tanti suggerimenti e consigli se davvero ti vuoi cimentare.E per la nepetella,non ci sono problemi,se dalle tue parti non la trovi,ti farò omaggio di qualche piantina.Troveremo il modo di farla arrivare fino a destinazione.
RispondiEliminaChe fine hanno fatto i lavori di G.in rete?mi farebbe piacere vederli,se lei permette.
Un saluto affettuoso.
Quali lavori? ti riferisci forse ai video? Se è così ti confermo che ci saranno, ma devo aspettare l'aiuto di amici esperti perché...
RispondiEliminain ogni caso ne sarai informata.
Complimenti ancora per il tuo nuovo spazio e a presto
Nina
Nina,mi riferivo ai lavori di Giu...
RispondiEliminaAvevi detto che lavora il feltro e che pubblicava i suoi lavori,ma forse avevo capito male.Per i tuoi filmati,sono sempre in attesa di poterli vedere.
Non so se sarò a Bova per pasqua,non sto ancora del tutto bene.Vedremo,altrimenti verrai tu,anche due giorni.