CALABRIA

CALABRIA
IMMAGINI DALLA SILA

sabato 29 ottobre 2011

QUANDO LE NONNE FILAVANO

...E NOI GUARDAVAMO INCANTATI LE MANI VELOCI E RUGOSE..
Quante cose ho imparato guardando vivere, giorno dopo giorno,stagione dopo stagione,i miei nonni i miei genitori!
Quanti libri mi sarebbero serviti,in cambio....
Dalla nonna materna andavo volentieri e ci stavo per delle settimane:tutto aveva un ritmo diverso rispetto a casa mia. E poi lei allevava il baco da seta ed io mi perdevo ad osservare con meraviglia la cura e anche la fatica che questo lavoro richiedeva.
In vari periodi ho seguito tutte le fasi dell'allevamento. Gli zii tornavano a casa,la sera,con le foglie di gelso per nutrire i bachi-o bruchi.
La zia si occupava di disporre le foglie fresche e pulire i cannicci dalle foglie vecchie. Quando i bozzoli erano maturi c'era lo srotolamento dei fili di seta . Mi era inspiegabile quella meraviglia,una magia.


bozzoli di seta,pronti per essere srotolati, in lunghi fili lucenti

Ancora più magica la trasformazione di quei fili dorati in filati resistenti e brillanti e successivamente in tessuto che miracolosamente nasceva dalle mani abili della tessitrice,la nonna o la zia che si alternavano al telaio.


donne al telaio

Il ritmo,cadenzato,della navetta che attraversava una galleria di inestricabili fili,della cassa che chiudeva ogni passaggio,dei pedali che cambiavano posizione per seguire disegni,non scritti,ma ben presenti nella mente di chi lavorava,quel ritmo era musica,dolcissima,per me.


navette ,e altri attrezzi necessari per la tessitura

C'era il lume a petrolio,e le sere di inverno c'era il fuoco sempre acceso,c'erano le castagne,i fichi secchi,i racconti del nonno e le mani della nonna sempre in movimento,il fuso che girava ed il morbido filo che cresceva,arrotolandosi,le fiamme del focolare che davano note magiche a tutta la scena. Io guardavo ascoltavo osservavo e sognavo.


filatrice

Sognavo già,quando la nonna mi prendeva in braccio,addormentata per mettermi a letto:non c'erano stufe, radiatori,pompe di calore.
Ma trovavo il letto già misteriosamente tiepido e le coperte di lana,tessute a telaio,calde e avvolgenti.


tipica coperta in lana

Sono stata fortunata,sono cresciuta in una famiglia di gente laboriosa,orgogliosa della propria autonomia,limitata nelle pretese,ma che non mancava di sogni,di creatività,di speranze.
Cercare qualche ricordo di quella vita è come ricostruire un puzle di luoghi,di volti,di voci.
Nonna Anna,la sposa bambina,dolcissima e generosa.
Nonno Ferdinando,che amava gli scherzi,le battute salaci e il buon vivere. Ma lavorava sodo,
trascinando con l'esempio anche i figli,che lo seguivano, finchè non hanno dovuto scegliere altre strade in cerca di una vita diversa e migliore.
La zia, coccolata da tutti perchè la più giovane. Le piaceva giocare,chiacchierare,ma il lavoro,in casa,aveva la precedenza,e ce n'era di lavoro da fare...

Alcune foto,dall'archivio della memoria



La conocchia (rocca?) reggeva le fibbre da filare



Un vecchio fuso




antichi licci



vari tipi di lavorazione di coperte,di solito di lana,ma anche di ginestra


(Alcune foto sono mie,altre prese dal web)