mercoledì 29 aprile 2015

RICORDI DI UN GIORNO DI APRILE

LA TELEFONATA

Una telefonata salva la vita...
Qualche volta sorprende,altre porta sconforto,gioia,scompiglio.
Con i cellulari tutto è diverso,anche la telefonata ha perso certe peculiarità,restiamo attaccati continuamente a questo marchingegno,qualche volta davvero infernale,ed anche le telefonate di spessore,come dire,perdono di intensità.

Ricordo,anni fa,la telefonata di una amica ed ex collega di ufficio. Mi faceva gli auguri di buon onomastico.
Non ho mai festeggiato l'onomastico,non sapevo se accreditarmi presso Santa Caterina da Siena,da Alessandria o altro.
Per questo la telefonata mi ha colto di sorpresa,ma è stato un modo per riprendere una amicizia sospesa per qualche tempo.
Un'altra telefonata,non proprio ieri,ma cinquanta anni fa,come oggi.
”Ti vorrei salutare,passo a prenderti in ufficio”.
Ho accettato,più per curiosità:cosa ci sarà mai ancora,dopo tanto tempo?ma non dovevamo non vederci più,come dice la canzone?
Avevamo deciso di chiudere con le schermaglie,senza rancori,da buoni amici,come lo eravamo stati dai tempi della scuola.
Grande fascio di fiori,auguri,carinerie,chiacchiere a go go,ed io dovevo tornare a casa,e continuavo a chiedermi che senso avesse tutto questo.

Continuammo a chiacchierare a ruota libera,mi accompagnò a casa,ovviamente,e nel salutarmi mi disse:”Fra qualche giorno mi sposo”.
Una telefonata allunga la vita..
Quella telefonata mi aveva sorpresa,ma il seguito e la conclusione ancora di più.
Ed io cosa c'entravo?
Un messaggio in bottiglia?Avrei potuto raccoglierlo ed interpretarlo,ma ho avuto altro da fare.

Ho pensato, nel tempo, di farla anch'io una telefonata,un saluto fra “vecchi amici”
Certo sarebbe stato più facile,un messaggio al telefonino,ma allora non c'erano i cellulari.
Perchè mi è tornato in mente oggi?
Nessuno mi ha fatto gli auguri,ed è Santa Caterina,da Siena.
La mia amica non c'è più,da qualche anno.

(le foto sono prese dal Web)


giovedì 19 marzo 2015

DEDICATO A MIO PADRE-

Se esiste un dove...

Se esiste un dove,se mai potrò incontrarti anche solo un momento,mi basterà.

Mi basterà per dirti che ti ho voluto bene,che non te l'ho mai detto per stupido pudore, perchè non erano tempi,i nostri,per perderci in “effusioni inutili”, chè necessità e bisogni più prosaicamente quotidiani incalzavano.

Mi basterà per dirti che troppo tardi ho capito il tuo vivere inquieto,diviso fra ideali nobili ed alti ed un ambiente ostile,una terra matrigna che non concedeva nulla ai sogni.

Mi basterà per dirti che non fu un fallimento l'impossibilità di darci quanto avevi sperato,ma certo quel senso di impotenza a costruire qualcosa di più per noi tutti ha contribuito a distruggerti.

Quest'anno sono centocinque anni dalla tua nascita,caro papà,
ma tu ci hai lasciati a metà del percorso in un piovoso giorno di marzo.

Siamo cresciuti,stiamo invecchiando come è normale che sia .
Tanti i nipoti che mai hai conosciuto ma che ti conoscono attraverso le nostre parole e ancora di più attraverso gli occhi e i racconti della loro nonna.

Lei è rimasta con noi più a lungo,forse perchè non smarrissimo la strada che avevamo appena iniziato a percorrere,senza di te.
Poi,completata la sua missione,con serenità ci ha lasciati anche lei.

Ciao Papa'
19 marzo 2015

martedì 10 marzo 2015

PER RICORDARE OGNI GIORNO E' BUONO..


So che siamo oltre l'OTTO MARZO,ma dovremmo abituarci a ricordare,ogni giorno dell'anno,dedicando qualche momento della nostra giornata,cosa significa questa data.Non una festa ma il ricordo di una tragedia,tutta al femminile.Non l'unica né l'ultima,purtroppo.
Un ricordo,non fuori tempo,questo mio,casomai fuori dal coro e dalle convenzioni.
Una festa di fiori,gialli come il colore del sole e della luce,lievi come pensieri,belli e timidi come la bellezza di tante donne sorelle e amiche.E qualche verso,senza pretese,che esprime la mia idea delle donne,e penso in particolare alle nostre e a tutte le mamme,nel mondo.

Ti immagino ,donna,
come albero di mimosa
ricco di rami e di fiori
su un'esile tronco.

Rami flessuosi e gentili
Ma resistenti al vento.
E radici profonde
che legano alla terra.



Madre di vita,
custode di memoria.
Forte nelle bufere,
capace di rialzarti
dopo ogni tempesta,
di riprendere a vivere
e regalare ancora
germogli di speranza
e perle di saggezza.



sabato 27 dicembre 2014

NATALE,NOCCIOLE E TANTO ALTRO

Questo blog sta diventando un rifugio quasi segreto,per i momenti di nostalgia.E questo è il periodo più adatto..
Lontana dallo scintillio di alberi,addobbi cittadini e casalinghi,vado con la mente a ciò che era il Natale della mia infanzia..
Sono vissuta in una piccola frazione del mio paese fino all'età di otto anni.
Vita grama,anche per i tempi-dopoguerra-ma avevamo comunque l'indispensabile,e forse un po di più.
Natale iniziava con la festa dell'Immacolata.Il primo periodo era riservato alla preparazione degli ingredienti per i dolci tipici:i petrali.

Si tagliuzzavano i fichi secchi, a pezzettini il più possibile minuti.Aiutavamo tutti,attorno al fuoco.
Dopo i fichi,toccava alle mandorle: schiacciarle,mondarle dalla pellicina marrone,tostarle e tagliarle a pezzetti.Per ultimo le noci,stesso lavoro.Intanto ci si avvicinava alla festa e tutto doveva essere pronto.Si amalgamavano gli ingredienti,uniti a miele, uva passa, vino cotto, e si faceva andare questo impasto sul fuoco,fino a quando la consistenza morbida ed il profumo di cotto invadevano la cucina.Si riversava il tutto dentro capienti terrine e si copriva.
Poi si lavorava la pasta esterna,farina,uova zucchero,vermut,strutto,vaniglia e lievito.
La mamma con mani sapienti tirava una sfoglia sottile,ricavava tanti dischetti che riempivamo con l'impasto preparato prima.Per finire ci ricamavamo sopra dei fiorellini o ghirigori con sottili fili della stessa pasta ed ora i dolci erano pronti per il forno.
Non vedevamo l'ora di assaggiarli,ma solo un piccolo assaggio,prima della festa!
Per la vigilia un gran da fare,fin dal mattino presto.A pranzo zuppa di ceci al prezzemolo.ma intanto si faceva lievitare la pasta per le zeppole,squisite e croccanti,con pezzetti di acciughe dissalate,che esaltavano il sapore,ed invitavano a bere qualche bicchiere in più.
Mamma preparava anche dei ravioli con purea di patate dolci , miele e cacao,quando c'era.Li preparava anche con la purea di ceci,aromatizzata con chiodi di garofano e cannella. Piacevano a mio padre.
C'erano poi le Nacatule: con pasta più dura si creavano dei cordoncini che venivano avvolti,con movimenti rapidi attorno ad un bastoncino o canna sottile:Sfilati dal loro supporto e fritti avevano la forma di una culla,la 'naca',e ricordavano la natività.

Il cenone era a base di stoccafisso o baccalà cotto in umido,assieme al cavolfiore bianco come condimento per gli spaghetti.

A parte si preparava anche il pesce fritto.Melograni,qualche grappolo d'uva conservata,fichi d'india 'natalini',frutta secca, zeppole e petrali chiudevano la cena.
Non facevamo il presepe e neanche l'albero.
Per il giorno di Natale eravamo tutti a casa dei nonni.Una famiglia numerosa:otto figli ,due soli sposati,anche loro con una nutrita nidiata di figli.E noi bambini avevamo un gran da fare per lasciare le letterine sotto i piatti,di nascosto.Ed era festa grande,perché arrivavano regali,dolci e coccole.
La nonna,molto religiosa preparava a suo modo,il presepe,con le immaginette e qualche lumino.
Il capodanno non era importante per noi,aspettavamo solo la befana,con l'immancabile carbone,dolce, e qualche leccornia,spesso un po di frutta secca,qualche mandarino.
Il primo presepe,una volta arrivata in paese,ma per me era una città,l'ho preparato fabbricandomi i pastori con la creta.Obbligavo i miei fratelli ad impastare la creta,io creavo,e ...mamma doveva pulire.poi in giro per il muschio,il cielo era di carta da zucchero,quella blu usata anche per avvolgere la pasta sfusa,le montagne con carta dei sacchi di cemento ed un po di sabbia per mimetizzare i torrenti.
A pensarci adesso,viene quasi da sorridere,ma allora era una cosa seria e facevamo tutto con grande impegno.



martedì 5 agosto 2014

LA VITA,COME LE AUTO,CORRE,RALLENTA,SI FERMA,RIPARTE..



Arrivano con i loro SUV, pesanti,scuri,posteggiano con manovre da manuale,anche in spazi ridottissimi,scendono frettolose ,sulle lunghe gambe da cerbiatte,con trampoli da 12 e più. Sanno dove andare,sanno sempre quello che vogliono e lo si intuisce da come fendono l'aria,testa alta sguardo attento ,passi decisi...
Mi sento una piccola donna, vorrei quasi scomparire,per dare spazio al loro passaggio.
Eppure...
Ho cinquant'anni di guida alle spalle,mai un incidente,se non qualche graffio dispettoso.
Ho attraversato l'Italia da nord a sud,e viceversa,decine di volte,alternandomi alla guida,con il sole,la pioggia,la neve,il vento,la nebbia,da quando l'autostrada SA-RC non c'era ancora. Non che adesso sia completa e tutta percorribile..
In tanti anni ho collezionato auto di tutti i tipi e marche diverse.
La prima, una giardinetta Ardea,portiere in legno:forse neanche al museo ne è rimasta traccia.
In un memorabile viaggio da Milano al lago di Iseo,per una festa di vendemmia,ci siamo stipati in otto,ma aveva il tettuccio apribile,forse qualcuno era... appoggiato al di fuori.
Seguì una Renault quatttro spartanissima,cambio al volante,poi una fiat seicento,riconoscibilissima in zona perchè aveva le portiere di colore diverso,così come le si erano potute recuperare,non si andava per il sottile..
Anche una 750,odiatissima,proprio non mi andava.
E poi una Simca 1000,una Simca 1200 coupè, già eravamo nel lusso!!ma io l'ho guidata poco,in verità.
Col primo figlio,una macchina comoda e consistente- Chrysler1800. Durò a lungo,nonostante tre grossi incidenti .Tantissime volte ci ha portati,ormai in quattro,in giro per l'Italia,dalle Alpi alle Piramidi... o appena un poco più su.
Intanto avevo,per mio uso esclusivo la 500 Fiat, un bel giallo- zucca matura.Un desiderio realizzato!
Quanti anni in sua compagnia,gli anni più belli ed attivi:scarrozzavo i figli al nido all'asilo ,al parco,a scuola,dalle elementari alle superiori,quando c'era da accompagnarli,per evitare che reclamassero il motorino...
I primi anni sembrava più una nursery che un'auto:sediolino, non ancora d'obbligo,ma utile,baby pulman,passeggino chiudibile,scorta di pannolini,creme,detergenti,vasini ,perché volevano solo il loro,ovunque ci trovassimo. E per i viaggi con pernottamento,lettino e girello da campeggio,sul portapacchi,assieme ad altri bagagli. Provate ad immaginare.....
Ovviamente tutto questo quando il grande capo era impegnato con il lavoro e mi dovevo spostare da sola.
Quando i figli erano più grandicelli,ho iniziato una mia nuova attività:cartoleria e libreria quasi esclusivamente scolastica.
Ed ho usato ancora la gloriosa 500.Ci trasportavo i libri ,nel periodo scolastico. Mi dividevo fra la libreria ed i viaggi dai i distributori,anche due volte al giorno,ma le mie giornate,allora erano molto più lunghe delle normali di sole 24 ore!!!
Crescevano intanto altri autisti in casa,ed erano aumentati il numero e la varietà delle auto.
Altri tempi- Renault 14, Citroen, Renault 5, la Rover 2014,e poi una seat IBIZA omologata per trasporto cose.Si spostavano di più i figli. Io continuavo ad usare la 500,che spesso accusava gli anni e mi lasciava per strada,reclamando attenzione...
Dopo l'ennesimo rifiuto a portarmi a casa,con il suo carico di merce,mio marito venne a prelevarmi,con un amico che già faceva la corte alla macchinina.
Tornò a casa e mi diede un assegno,aveva formalmente venduto l'auto,la mia auto. Ho pianto,ma mi sono fatta una ragione.
E venne il tempo della Panda,la prima versione,essenziale e funzionale.
E anche questa iniziò i viaggi alla guida di un altro figlio, migrante.
Viaggiò e viaggiò,fino ai 300 mila km.
Lo scorso anno l'ho regalata,funziona ancora , un motore in piena efficienza, e mi fa piacere vederla,ogni tanto,per strada.

Non è solo una storia di macchine,quella che sto raccontando,c'è vita dietro ognuna di esse.
Quando il maggiore dei figli andò a lavorare fuori si è portato dietro la seat Ibiza, già un po acciaccata,ma ancora valida. L'ha fatta camminare parecchio,il lavoro lo portava un po in tutta Italia e lei rispondeva,alla grande.
Il motore resse,si consumò,letteralmente,la carrozzeria.
Così fece un ultimo viaggio di ritorno a casa,mentre iniziava i suoi viaggi pendolari la Rover.
Si fermò per qualche tempo a Bologna,in uno dei tanti ritorni ha fuso il motore,ne ebbe uno nuovo,ma un altro guasto la bloccò definitivamente...o quasi.
Con questa menomazione è stata regalata al meccanico concessionario che la rimise a nuovo e la fece camminare ancora:qualche volta mi ha incrociata per strada,ma ha fatto finta di non riconoscermi...
Alla Seat subentrò una Daewu. Non mi piaceva,esteticamente brutta,ma ha fatto comunque il suo dovere,sostituita,più per antipatia che per vecchiaia, da un'altra Seat..
E' la mia compagna ancora adesso,regge bene,meglio di me,nonostante gli anni..
Forse dovrò cambiarla,prima o poi....
Non sarà mai un SUV,non mi reputo all'altezza,neanche con i tacchi.

martedì 29 luglio 2014

NON TI HO ABBANDONATO,CARO BLOG!



Da quanto non scrivo su questo blog,come blog amico deve sentirsi trascurato,molto trascurato.
Ma non è così,è stato un periodo non buono e ho fatto fatica a tenerne aperto almeno uno...
Ritorno,in questi giorni d'estate,per riaprire porte e finestre,dare una spolverata,mettere un po di ordine.
Intanto una nuova immagine,fresca, di sole sabbia mare.
Uso questo spazio,qui o altrove dal 2006,otto anni già compiuti!
In questi anni ho incontrato persone,ho imparato,o mi sono illusa,di conoscerle attraverso le loro parole.
Molti non ci sono più,fisicamente,perchè anche qui,come nella vita reale, si vive,ci si ammala,si guarisce,si muore.
Altre hanno cambiato casa,nome,qui è possibile,hanno semplicemente scelto di non esserci.
Altri ancora ho semplicemente scelto di non cercarle più.
Chiamiamo "rete" o "blogsfera" il mondo dei blog dove giriamo indisturbati,leggiamo ciò che altri scrivono ,apprezziamo spesso con un commento,o semplicemente passiamo oltre,anche quando i blogs ci piacciono per i loro contenuti.
Non conosciamo chi scrive,perchè scrive,se scrive di verità o invenzioni,per convenzione diamo credito a ciò che le parole dicono.



Però il nome,i nomi che usiamo danno l'idea di un mondo,piccolo o grande ,una sfera,spazio chiuso,o una rete,mezzo di raccolta con lo stupore dell'imprevisto, dove il caso ti fa scoprire, incontrare persone,luoghi,situazioni conosciuti nella vita reale.



Coincidenze?casualità?gioco delle probabilità?non so dirlo,ma più ci resto,dentro,più mi sembra una meravigliosa avventura.
Tornerò,non voglio più lasciare vuoto questo blog,uno spazio in più per raccontare,ascoltare,raccontarmi..
Per ora buone vacanze,sperando che l'estate arrivi davvero.

lunedì 30 dicembre 2013

UN ANNO A COLORI

VOGLIO UN ANNO A COLORI,PIENO DI GIORNI TUTTI DA VIVERE,COMUNQUE,

VOGLIO UN ANNO PIENO DI PROGETTI,NON IMPORTA SE SAPRO' REALIZZARLI,MI BASTA TENTARE,

VOGLIO UN ANNO PIENO DI AMICIZIA,DA OFFRIRE CON UN SORRISO,DA ACCETTARE CON UN GRAZIE,

VOGLIO UN ANNO PIENO DI LAVORO,NON IMPORTA QUALE,PERCHE' LA DIGNITA' E' NEL LAVORO,

VOGLIO UN ANNO DOVE NON SI PARLI SOLO DI CRISI,MA ANCHE DI COSE FATTE E DA FARE,

VOGLIO UN ANNO SENZA DISASTRI ,SENZA VELENI,PERCHE' LA TERRA E' NOSTRA E DOBBIAMO AMARLA,

VOGLIO UN ANNO DOVE OGNI GIORNO INSEGNI QUALCOSA,E CREI RICORDI DA CONSERVARE,

VOGLIO UN ANNO DOVE OGNI GIORNO MI SENTA IN PACE CON TUTTI E COL CREATO,

VOGLIO CONDIVIDERE TUTTO QUESTO CON QUANTI DI VOI LA PENSANO COSI'
E FARE GLI AUGURI PERCHE' QUESTO AVVENGA DAVVERO.