CALABRIA

CALABRIA
IMMAGINI DALLA SILA

domenica 13 ottobre 2013

SOLO IL TEMPO E' TESTIMONE....

Qualche anno fa sono voluta tornare a visitare il paesino dove vivevano i miei nonni.
Loro sono venuti via,provvisoriamente,pensavano,a seguito di una delle tante alluvioni che negli anni cinquanta hanno devastato la nostra regione.
Invece gli anni passarono,il nonno è morto e la nonna rimase con le figlie.Non so se mai qualcuno fosse tornato ad aprire quella casa,la loro,dove ancora erano rimaste testimonianze di vita quotidiana,ricordi,una vita sospesa dagli eventi ed interrotta definitivamente dall'incombere degli anni.
Io stessa ci sono potuta e voluta tornare dopo oltre trent'anni. Un tuffo nel passato,ma anche nel vuoto di testimonianze e memorie.Il paese quasi deserto,qualcuno che era rimasto o ritornato,aveva costruito altrove più comode dimore.
Le vecchie case creavano un paesaggio desolato,stradine sconnesse,qualche abitazione crollata.



La vecchia chiesa e, dietro, case diroccate con finestre che guardano il nulla


Un balconcino in ferro al quale mai nessuno si affaccerà


vecchi muri,ultimo segno di qualcosa che c'era e non c'è più

Anche quella che ricordavo per le tante estati trascorse sui due terrazzini,dove cenavamo nelle sere d'estate o ci fermavamo a chiacchierare con la gente che tornando dai campi si fermava a raccogliere l'acqua all'unica fontana del paese,anche quella casa dei miei sogni era oramai un rudere,in parte crollata:restava il terrazzino di fronte alla fontana,e l'ingresso del "basso" .


Il basso,o "catojo,nel dialetto del posto:Qui c'erano le botti le giare dell'olio,una stanza per l'allevamento del baco da seta e all'ingresso il forno a legna.

La fontana aveva resistito,solida ed elegante, continuava a versare acqua che nessuno più raccoglieva.
Ora era il solo rumore,dolcissimo,lieve,carezzevole,amico,che si sentiva nei dintorni,
anche se il tempo,o forse la mia diversa percezione della realtà, ne aveva ridimensionato la bellezza.


Dove era finita la gente?Le bellissime donne,austere ,grosse trecce a coronare ovali perfetti,ed incarnato da Madonne?Dove le nonne,sedute davanti alle case,sempre disponibile a chiacchierare,raccontare,mentre le mani sapienti rammendavano cucivano filavano,lavoravano a maglia?
Dove i nonni che verso sera,dopo cena,si raccoglievano sul muretto della piazza,davanti alla Chiesa,per raccontarsi i fatti del giorno,qualche piccola avventura,qualche fantastica storia di caccia, piccole vanterie sulla quantità di funghi trovati,sulla qualità e la bontà dei loro ortaggi?
Solo il tempo lo sa,lo racconta attraverso quello che rimane,ma non tutti sappiamo leggere:
serve la memoria che ripercorra i passi ,
serve l'amore che ricomponga i volti,
servono gli affetti che ricostruiscano le vite delle persone un tempo conosciute.


Poche case assolate
un cane prende il fresco
all'ombra di un muretto.





piante dimenticate
su balconi sconnesse
prive d'acqua e di cure.

Porte chiuse,bruciate
dal sole e dalla polvere
violentate dal tempo.




Finestre con tendine fatiscenti
né un viso né un sorriso
che le renda gentili
con movimenti trepidi di mani
celandovi sorrisi
e nascondendo visi
che arrossivano ,timidi e intriganti.




quattro calci a un pallone
la voce di una mamma
che chiamava per cena


Quella almeno era vita
Dove sono ora i bimbi?
dove sono le nonne?

Strade deserte,mute
niente voci,bisbigli
sembra morto il paese

ma la fontana no,quella resiste!





Le foto accanto ai versi sono state prese dalla rete le altre sono mie.